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Automazione fatture PMI: come ridurre tempi ed errori senza cambiare ERP

Guida pratica per automatizzare il ciclo passivo in PMI con controlli, eccezioni e governance.

03 febbraio 20261 min lettura

Perché molte PMI si bloccano sul ciclo passivo

Nel ciclo passivo, il lavoro manuale cresce con il numero di fatture. Il problema non è solo il tempo: aumenta anche il rischio di errori, ritardi e rilavorazioni. Nella pratica vediamo spesso tre colli di bottiglia: dati incompleti, eccezioni non tracciate e assenza di responsabilità chiare.

Disegno minimo del processo

  • Un punto unico di ingresso per tutte le fatture.
  • Validazioni automatiche sui campi critici (fornitore, importo, data, centro costo).
  • Coda eccezioni con owner e priorità.
  • Aggiornamento stato verso ERP e report.

KPI da impostare subito

  • Tempo medio da ricezione a registrazione.
  • Percentuale di fatture in eccezione.
  • Tempo medio di risoluzione eccezioni.
  • Costo operativo per documento.

Come partire in 30 giorni

Fase 1: mappa input e regole minime. Fase 2: abilita automazioni su casistiche frequenti. Fase 3: attiva dashboard e routine di revisione settimanale. Fase 4: estendi ai casi meno standard.

ROI: cosa aspettarsi

Il ROI dipende da volumi, qualità dati e livello di eccezioni. Nelle PMI con volume costante, la riduzione di tempo operativo è spesso già visibile nel primo trimestre, ma va sempre validata su dati reali.

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